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FATTO SU MISURA - la moda maschile inglese

Dal 16 al 20 febbraio 2018 Londra ospita la Settimana della Moda e gli stilisti, le modelle, i buyers e il pubblico saranno accolti da 29 cuori gonfiabili giganti creati dalla stilista Anya Hindmarch.

Passeggiando per le vie del distretto della moda maschile ho visto sarti al lavoro nei seminterrati sotto ai negozi, intenti a creare quegli abiti e camicie su misura indossati da James Bond, i principi Carlo, William e Harry e tutti gli uomini più eleganti del regno. Il principe Carlo è considerato uno dei reali più sofisticati dal punto di vista dell’abbigliamento e prima di lui Edoardo VIII, Edoardo VII e Giorgio IV. 

Quest’ultimo si era ispirato, a fine ‘700-inizio ‘800, al trend-setter dell’epoca, Beau Brummel, che aveva lanciato una nuova moda, abbandonando i pantaloni lunghi fino al ginocchio ed introducendo i pantaloni lunghi, da indossare con una giacca scura e una cravatta annodata alla perfezione. Edoardo VIII, il re che rinunciò al trono per sposare Wallis Simpson, era copiatissimo e l’asta del suo guardaroba organizzata da Sotheby’s nel 1998 fu l’evento modaiolo dell’anno. Il Duca di Windsor (il suo titolo dopo l’abdicazione) si faceva fare le giacche su misura da Scholte di Savile Row, la via dei sarti maschili per eccellenza, dove Edoardo VII si serviva invece da Henry Poole che era diventato famoso per aver vestito l’alta società vittoriana e che va ancora forte oggi. 

Se Savile Row è sopravvissuta ai contestatori degli anni ’60 è stato grazie al sarto dei Beatles, di Mick Jagger, e di Elton John, Tommy Nutter. Aveva iniziato come apprendista dei tradizionalissimi Donaldson, Williams & Ward, imparando i segreti della moda classica, per poi aprire il suo negozio a Savile Row. Ha insegnato a sua volta al primo sarto di colore di Savile Row, Ozwald Boateng, che ha disegnato i costumi per film come Matrix, Oceans 13, Sex and the City, Hannibal e molti altri. Dege & Skkinner, una delle maisons più antiche della via ha vestito David Bowie, Michael Jackson, William e Harry nel loro primo ritratto ufficiale che si trova alla National Portrait Gallery e che li vede indossare la divisa dei Blues & Royals. Il capo più famoso della casa di moda è la giacca da caccia ‘Phitwell’, che facilita i movimenti mentre si imbraccia il fucile grazie a delle stringhe elastiche nella fodera interna sul retro della giacca.    

La moda maschile inglese nasce  nel ‘300, quando compaiono sulla scena i primi sarti professionisti e i re dettano la moda che poi tutti gli aristocratici seguono. In precedenza, la moda era cambiata poco durante il medioevo, quando tutti indossavano una tunica di lana sopra a una camicia di lino e a delle calze tipo leggings e si proteggevano dal freddo con un mantello o una pelliccia. Ma nel ‘300 l’invenzione del bottone rivoluziona la moda, compare la giacca corta che mette in evidenza l’anatomia dalla vita in giù, le scarpe a punta si allungano, le maniche si allargano e le vesti in genere si fanno più elaborate e decorate.

Andiamo a fare un giro alla National Portrait Gallery e i ritratti dei cinque sovrani Tudor ci dicono che nel ‘500 la moda è protagonista e parla di potere. Sovrani, aristocratici e cortigiani spendono fortune per agghindarsi con abiti arricchiti da perle e pietre preziose, enormi maniche a sbuffo e tessuti costosi riservati solo alle classi più agiate non solo a causa del loro costo ma anche a seguito delle leggi suntuarie che miravano a mantenere nette le distinzioni tra una classe sociale e l’altra. Nel ‘600 gli Stuart sono convinti di essere sul trono per diritto divino e come i cugini francesi si vestono con abiti dai ricami preziosi, guanti e stivali di pelle morbida ed enormi colletti arricciati. Ma i Puritani mettono a morte il re ed aboliscono la monarchia e durante il loro periodo al governo l’abito maschile si ispira a quello scuro e  semplice, in voga in Olanda. Ma nel 1660 torna al potere Carlo II e si torna alla moda esuberante ed opulenta dei cugini francesi con abbondanza di fiocchi, nastri e decorazioni varie.

Nel ‘700 con gli Hannover le braghe al ginocchio si fanno più strette e le giacche più aderenti, le camicie hanno i polsini arricciati e i ricami sono solo per gli abiti di corte. Poi arriva George ‘Beau’ Brummel che rivoluziona la moda maschile lanciando il pantalone moderno e la cravatta. La moda di questo periodo stata resa familiare ai nostri occhi dai vari adattamenti dei romanzi di Jane Austen per il piccolo e grande schermo. A fine ‘700 arrivano i sarti a Savile Row che vestono generazioni di inglesi, dagli esploratori in Egitto e Assiria agli attori del cinema americani e inglesi, fino alle serie TV recenti più famose. La moda maschile si fa più rilassata, spazia dalle serate eleganti alle giornate di caccia nelle tenute in campagna, via la parrucca del ‘600-‘700 ed ecco che compare la bombetta, il cappello a cilindro, il tight e lo smoking. Dopo gli austeri anni della II Guerra Mondiale torna la voglia di tessuti di pregio, di tagli impeccabili. Poi la rivoluzione contestataria degli anni '60 e ancor di più degli anni '70, la moda  disco, hippie, punk, i jeans a zampa di elefante, le tuniche colorate. 

Ed oggi, nel 2018? Lunghi cappotti, pantaloni dal taglio morbido, maglioni colorati e tanti, tanti strati. E se Londra è sinonimo di libertà in fatto di moda, attenzione al dress code di alcuni locali, ristoranti e negozi di lusso che limitano l'accesso in base a norme di buon gusto. 



 

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