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Maria Stuarda ed Elisabetta I - le cugine rivali

Vi piacciono gli intrighi passionali e i delitti non risolti? Vi racconto una storia che risale ai Tudor.

È il 1561, a 18 anni Maria Stuart (Stuarda) arriva in Scozia. Sua cugina Elisabetta Tudor è sul trono d’Inghilterra e ha 27 anni. Due regine sul trono nel ‘500, una cosa impensabile fino a pochi anni prima, quando Enrico VIII, padre di Elisabetta e fratello della nonna di Maria, aveva rotto con la Chiesa di Roma per poter sposare Anna Bolena, in cerca dell’agognato erede maschio che la prima moglie non era riuscito a dargli.

Sul resto d’Europa regnavano gli uomini: Carlo IX in Francia, Massimiliano II in Austria, Filippo II in Spagna,  Guglielmo il Taciturno nei Paesi Bassi, Ivan il Terribile in Russia, Cosimo I de’ Medici a Firenze, Federico II in Danimarca e Norvegia…

Maria Stuarda era diventata regina di Scozia a sei giorni in seguito alla morte del padre, ma era stata allevata in Francia dall’età di cinque anni. Suo marito, re Francesco II, muore nel dicembre del 1560 e rimasta vedova e in cattivi rapporti con la suocera Maria de' Medici, Maria Stuarda torna in Scozia e che shock! Lei, abituata alla raffinata corte francese, si ritrova improvvisamente in questa terra inospitale di brughiere e di lochs, circondata da capi-clan protestanti e misogini. Lei è elegante, istruita e cattolica. Non un buon match. 

Maria realizza presto di essere l’erede più prossima al trono d’Inghilterra, perché Elisabetta non ha figli ed entrambe discendono da Enrico VII, il fondatore della dinastia Tudor.  Cerca così di farsi ricevere da Elisabetta per parlare della successione.

Ci sono ancora tanti cattolici nel paese e sono pronti ad insorgere e a mettere sul trono Maria, appoggiati dal resto dell’Europa cattolica. Questo pensiero diventa l’ossessione del braccio destro di Elisabetta, Lord Burghley, che non chiude occhio la notte e cerca più volte di avvertire la sovrana del pericolo.

Ma le due donne non entrano in aperto conflitto e anzi lo mascherano agli occhi del mondo scambiandosi lettere affettuose accompagnate da preziosi regali. Elisabetta invia alla cugina un anello con un diamante e Maria risponde con un anello a forma di cuore e con il proprio ritratto in miniatura.

Maria bombarda la cugina chiedendole di riconoscerla come legittima erede al trono, ma Elisabetta evita sempre l’argomento e rifiuta persino di incontrarla. Tutti le avevano parlato del magnetismo di Maria, di quanto fosse una donna carismatica e forse vuole evitare il confronto diretto.

Maria decide di avvicinarsi al trono d’Inghilterra attraverso il matrimonio e la maternità. Elisabetta invece ha scelto di non sposarsi, forse anche in seguito alle brutte esperienze passate: sua madre era stata mandata al patibolo dal padre quando Elisabetta non aveva ancora compiuto i tre anni. Poi, a tredici anni, mentre viveva sotto il tetto di Thomas Seymour,  il quarto marito di Catherine Parr, matrigna di Elisabetta e vedova di Enrico VIII, Elisabetta è vittima di avances sessuali da parte del Seymour che la segnano per tutta la vita. L’unico vero amore della sua vita è Lord Robert Dudley ma non lo sposa, anzi sicura della sua lealtà lo offre a Maria Stuarda in sposo. Sa che Dudley non l’avrebbe mai tradita, non avrebbe mai attentato al suo ruolo di sovrana. 

Ovviamente Maria, orgogliosa, rifiuta, smette di cercare di ingraziarsi Elisabetta e fa di testa sua. Sceglie come consorte il cugino Enrico Stuart, Lord Darnley, che sposa nell’estate del 1565. Lui è giovane, alto, bello e di sangue reale perché anche sua nonna, come per Maria,  era Margaret Tudor, sorella di Enrico VIII. Maria Stuarda è innamorata e si avvicina sempre più al trono d’Inghilterra…

Darnley però è infedele, beve troppo, va in escandescenze molto facilmente e soprattutto non è amato dai nobili scozzesi. Maria rimane incinta, ma ci sono voci a palazzo che mettono in dubbio la paternità di Lord Darnley. C’è un musico a corte, si chiama David Rizzio, è italiano e cattolico e molto vicino alla regina. Darnley si infuria e con un altro nobile entra nella stanza in cui sono Maria e Rizzio e accoltella a morte Rizzio. Maria cerca di proteggerlo ma è tutto inutile, l’amico italiano muore in seguito a 56 coltellate.

La regina nel giugno del 1566 dà alla luce un erede maschio. Ora odia Darnley profondamente e si rivolge ad un uomo brutale, il Conte di Bothwell, affinchè la protegga dal marito. E così poco tempo dopo, un’esplosione mortale distrugge gli alloggi di Lord Darnley. Ma Darnley non si trova tra le  macerie, bensì a qualche metro di distanza, nel frutteto, mezzo nudo e strangolato. Tutti accusano Maria di complicità nel delitto, lei nega con forza. Ma succede l’impensabile. Il Conte di Bothwell viene a riscuotere la sua ricompensa. Rapisce la regina per 12 giorni e poi il 14 maggio 1567 la sposa, in piena notte, davanti a pochissimi invitati. C’è chi dice che lei l’abbia fatto in seguito ad uno stupro, altri invece pensano che lui l’abbia convinta. Maria, con le sue arie di (ex) regina di Francia e di Scozia non avrebbe mai acconsentito a nozze forzate.

Maria adesso è considerata da tutti un’adultera ed un’assassina, inadatta al trono e priva di dignità. Capisce che è tutto finito e per salvare Bothwell, che scappa in Norvegia, si arrende ai nobili scozzesi che la portano in parata per le strade di Edimburgo vestita in abiti ordinari, con la folla che le urla frasi oscene, cariche di odio. Ma Elisabetta non può accettare che il popolo si ribelli alla propria sovrana e minaccia di attaccare la Scozia se a Maria viene torto un solo capello. Meglio non rischiare, pensano i nobili scozzesi che rinchiudono Maria su Loch Leven e il 24 luglio 1567 la costringono ad abdicare in favore del figlio Giacomo, che lei non rivedrà mai più.  

Terrorizzata, nel 1568 Maria Stuarda fugge in Inghilterra in cerca di aiuto presso la cugina Elisabetta, che a dir la verità non l’accoglie a braccia aperte. Il suo consigliere, Lord Burghley, la convince che Maria è una minaccia, la fa rinchiudere e poi cerca le prove per poterla incriminare una volta per tutte. Ci sono lettere cifrate di sostenitori cattolici che la vogliono mettere sul trono d’Inghilterra, ma Elisabetta prende tempo. Non vuole mandare al patibolo una regina consacrata.

Dopo anni di prigionia, Maria Stuarda spera che suo figlio, re Giacomo VI, la salvi e la faccia tornare in Scozia, ma Giacomo ha ben altre idee e non viene in soccorso della madre. A questo punto, pur di scappare, Maria decide di dare ascolto a chi complotta contro Elisabetta. Uno di questi è Anthony Babington, giovane, ricco e non molto scaltro, che nell’estate del 1586 le promette di liberarla e di metterla sul trono al posto di Elisabetta.  Maria Stuarda risponde con una lettera che sarà la sua condanna: dà l’ordine di mettere in atto il complotto e di uccidere Elisabetta. Le spie reali intercettano le lettere e Maria viene arrestata.

I cospiratori subiscono la morte riservata ai traditori: impiccati, castrati, sbudellati e squartati. Dopo 19 anni di prigionia Maria Stuarda viene decapitata l’8 febbraio 1587 nel Castello di Fotheringay. Elisabetta aveva ceduto alle pressioni dei suoi consiglieri e aveva firmato l’atto di condanna a morte, anche se poi aveva cercato di lavarsene le mani accusando tutti di averla costretta con l’inganno.

Maria Stuarda decide di morire da martire cattolica e inscena una dipartita indimenticabile.  Vestita di nero dalla testa ai piedi, con una croce in una mano, la Bibbia nell’altra e il rosario attorno al polso, perdona il boia, consola le sue dame di compagnia in lacrime, poi stupisce tutti e si toglie la veste rivelando una tunica rossa, il colore del martirio. Viene bendata e comincia a pregare in latino. Il primo colpo d’ascia la colpisce alla testa e lei continua a pregare. Il boia affonda un altro colpo che stavolta colpisce il collo ma per staccare la testa completamente deve usare l’ascia come un coltello da macellaio. Come consuetudine, raccoglie la testa e la mostra agli astanti, ma dato che Maria Stuarda indossava una parrucca, la testa ricade a terra in un ultimo coup de théâtre. Tra le sottane della regina era nascosto il suo cagnolino, uno Skye terrier, che si era rifiutato di abbandonare la padrona ed era coperto di sangue. Lo hanno dovuto portare via a forza per lavarlo.

E chi ride per ultima tra le due cugine rivali? Maria Stuarda. Perché nel marzo del 1603, alla morte di Elisabetta, è il figlio Giacomo VI di Scozia che sale al trono d’Inghilterra col nome di Giacomo I e dà inizio alla dinastia Stuart.



 

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