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TRADIZIONI CULINARIE PASQUALI

In Italia abbiamo la colomba, in Inghilterra ci sono gli 'hot cross buns'. Sembra che la colomba sia nata a Milano per ricordare due colombe bianche che si erano posate sul carro da guerra milanese durante la battaglia di Legnano nel 1176, vinta poi dai Milanesi. Un'altra teoria sostiene che il dolce pasquale sarebbe stato creato nel 572 a Pavia da una ragazzina che lo offri' in dono all'invasore Alboino. Questi ne fu talmente colpito da lasciare libera la ragazzina.
Anche l'origine degli 'hot cross buns' non e' chiara, ma i sassoni pagani sfornavano dolcetti incisi con una croce in primavera, in onore della dea Eostre (dalla quale deriverebbe il nome inglese 'Easter' = Pasqua). La croce rappresenterebbe cosi' la rinascita della vita dopo il periodo invernale, i quattro quarti delle fasi lunari e le quattro stagioni. I cristiani rimpiazzarono i significati pagani col significato della risurrezione di Cristo a Pasqua.
Il simbolismo e' evidente: pasta di pane come per la comunione, spezie che rappresentano le spezie in cui fu avvolto Cristo nella tomba, e una croce incisa.
Durante il regno della protestante Elisabetta I i buns vengono visti con sospetto e ad allora risalgono i divieti sulla loro produzione al di fuori del periodo pasquale, dei funerali e di Natale.
Una delle tradizioni più antiche vuole che questi dolcetti venissero fatti il Venerdi' Santo, mangiati a colazione, poi conservati per anni e grattugiati come medicinale. Si diceva infatti che non sarebbero mai ammuffiti e venivano spesso inchiodati alla porta di casa come portafortuna.
Un secolo dopo la superstizione comincia ad essere predominante sul significato religioso. Nel quartiere di Tower Hamlets a Londra, il pub chiamato The Widows Son ha una storia particolare. La leggenda dice che intorno al 1820 li' c'era un cottage abitato da una vedova che, per accogliere il figlio marinaio che sarebbe tornato il giorno del Venerdi' Santo, preparo' gli hot cross buns. Ma il figlio non torno' mai, passarono gli anni e la donna ogni anno sforno' i dolci pasquali, decisa a non arrendersi all'idea che il figlio fosse morto in mare. Sfornava dolcetti anno dopo anno e li appendeva in cucina.
Alla sua morte, vennero trovati appesi ad una trave e la storia della vedova e di suo figlio venne mantenuta viva dal pub che fu costruito sul sito del cottage nel 1848. Fino a pochi anni fa il pub celebrava il Venerdi' Santo con una cerimonia in cui un marinaio della Marina Reale metteva un dolcetto appena sfornato in una rete appesa sopra al bancone. Il pub è stato danneggiato da un incendio nel 1980 e molti buns sono andati in cenere, ma i resti carbonizzati di alcuni di questi erano stati conservati nella rete. Adesso il pub e' passato in mani turche e trasformato e la tradizione dei buns nella rete si è spostata al Queen's Head a Limehouse, un altro pub storico a rischio di chiusura.
La superstizione dice che gli hot cross buns sfornati il Venerdi' Santo si possono far indurire nel forno e se tenuti in casa la proteggeranno dagli incendi e dalla malasorte per l'anno a venire. I marinai se ne portavano dei pezzetti in nave per scongiurare il naufragio e un dolcetto veniva spesso messo sotto la riserva di granturco per proteggerla dai topi. Grattugiati e mischiati con un po' d'acqua i buns si trasformavano in medicina per la cura del mal di stomaco.
Come i Chelsea buns, gli hot cross buns venivano sfornati in enormi quantità dalla Chelsea Bun House, che nel periodo pasquale doveva far fronte a folle immense di acquirenti.
Ma cosa c'e' dentro? Farina, zucchero, succo di limone e di arancia, cannella, chiodi di garofano, anice stellato, zenzero, uva sultanina, lievito e burro. Oggi li potete trovare in vendita tutto l'anno, ce ne sono di molte varieta' ma se potete comprate quelli fatti da un bravo fornaio, non quelli dei supermercati.


 

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