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Richard Rogers, l'architetto dall'anima italiana

La sua casa di Chelsea è la tipica casa inglese solo all'apparenza. Dall'esterno, è una delle belle case a schiera del primo periodo vittoriano, ma dentro è stata completamente sventrata e ricostruita di sana pianta, modernissima.
Richard Rogers, Barone di Riverside e rappresentante alla Camera dei Lords per il partito laburista, a Londra è famoso per aver rivoluzionato il paesaggio della City, nel 1986, con l'edificio dei Lloyd's of London (e più recentemente per la O2 Arena e il Cheesegrater, tra gli altri). A Parigi aveva fatto scalpore quando disegnò, insieme a Renzo Piano, il Centro Pompidou. Per entrambi gli edifici Rogers ha portato i vari servizi all'esterno – ascensori, tubi dell'acqua e del gas, ventole per il ricambio d'aria, eccetera. Così quando ha chiesto il permesso di ristrutturare la casa di Chelsea, il consiglio comunale, nella lettera di risposta, ha precisato: 'Il permesso viene concesso solo se non verranno posizionate tubature all'esterno'.
Rogers è nato a Firenze nel 1933, i suoi antenati si erano trasferiti a Venezia intorno al 1800, si erano sposati con donne italiane e quando nel 1939 la famiglia di Richard, antifascista, lasciò l'Italia per tornare in Inghilterra, lui era un bambino e non parlava una parola d'inglese. La madre creava ceramiche, il cugino divenne uno dei maggiori architetti italiani del dopoguerra – tra i progettisti della Torre Velasca di Milano. La fuga a Londra, senza poter portare via nulla, nemmeno i soldi, segnò un cambiamento radicale nella vita del piccolo Richard. Lui era preso in giro dai compagni di scuola perché straniero e dislessico, con la famiglia abitava in una stanzetta di una pensione a Notting Hill, e lui racconta che non avendo i soldi per il contatore a gettoni, si riscaldavano riempiendo di acqua bollente la vasca che avevano in mezzo alla stanza. Dell'infanzia non ha buoni ricordi, eccettuati i soggiorni a casa dei nonni a Trieste dopo la guerra. È proprio a Trieste che ha conosciuto Ernesto Rogers, il cugino architetto, e ha deciso di seguirne le orme. Ha studiato architettura a Londra e a Yale, dove ha conosciuto l'amico e collega Norman Foster, e dopo una breve collaborazione con Foster, si è messo in società con Renzo Piano, dal 1971 al 1977. I due andavano in barca assieme ogni estate, accompagnati dalla musica di Haydn e il suo Concerto per tromba, che piaceva tanto a Piano, trombettista lui stesso.
Più volte i progetti a Londra di Rogers sono stati bloccati perché ritenuti troppo audaci, più volte lui ha accusato il Principe Carlo di questo. L'ultimo esempio in ordine di tempo è il progetto che aveva presentato per il sito delle ex-caserme in fianco al Royal Hospital a Chelsea. L'ironia della sorte vuole che proprio il progettista del Royal Hospital, Sir Christopher Wren, abbia avuto gli stessi problemi con le autorità oltre tre secoli fa. Anche lui era considerato troppo moderno, troppo 'continentale', con quella sua fissa di voler costruire a tutti i costi una cattedrale con una….cupola! Una cattedrale barocca e con la cupola nella Londra protestante del '600? Assurdo. Wren non mollò e oggi la sua Cattedrale di St. Paul è uno degli edifici più ammirati della capitale.
Rogers da diversi anni abita proprio di fronte al Royal Hospital a Chelsea, in una casa di stucco bianco, dall'ingresso modesto e dall'anima rivoluzionata. Grandi volumi interni grazie alla creazione di un open space a doppia altezza, che Rogers chiama 'la piazza', e che occupa l'80% dell'edificio. Si accede da una scala in acciaio e vetro vicino alla quale corrono le famigerate tubature per l'acqua, il riscaldamento e l'elettricità, stavolta all'interno e non in facciata.
La seconda moglie di Richard è Ruth, chef del famoso ristorante italiano River Café, e nel salone/cucina della casa di Chelsea i due nonni ospitano la numerosa famiglia (hanno 11 nipoti) e gli amici , in un ambiente illuminato da 12 grandi finestre. Le linee sono pulite, l'arredamento è essenziale e luminoso, dal parquet chiaro ai mobili in vetro e acciaio, le pareti bianche e le tracce di colore nei rivestimenti in tessuto e in pelle. Anni luce dalla tipica casa inglese, ancora appesantita da moquette, tendaggi voluminosi, soffitti bassi, stanze piccole e soffocate da mobili troppo ingombranti.
La vista dalle finestre e dalla terrazza sul tetto è magnifica, e va dal viale alberato di Royal Avenue, al verde privato di Burton Court, fino all'imponente edificio dove vivono i veterani dell'esercito, il Royal Hospital di Sir Christopher Wren. È una strada di Chelsea ancora intatta, un tempo abitata da attori e letterati – Bram Stoker, l'autore di Dracula, Laurence Olivier e la seconda moglie Joan Plowright, e persino la casa fittizia di James Bond si trova dietro l'angolo. Se volete conoscere meglio quest'angolo di Londra, venite con me alla passeggiata a Chelsea e faremo un giro per queste vie ricche di storia, architettura e residenti celebri del passato e del presente.


 

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