f
l
TAGS
H

La Regina Vergine

Elisabetta I, 'the Virgin Queen', 'Good Queen Bess', 'Gloriana' dei Tudor, oggi riposa in una piccola cappella dell'Abbazia di Westminster.
Era nata il 7 settembre 1533 nel Palazzo di Greenwich, unica figlia sopravvissuta di Enrico VIII e della sua seconda moglie, Anna Bolena. Figlia non voluta, dato che Enrico e tutta la corte si aspettavano che Anna avrebbe dato alla luce il tanto agognato erede maschio.
Grande sovrana, ha avuto principalmente tre meriti durante la sua lunga e non sempre facile vita: ha sconfitto Francia e Spagna, due nazioni molto più forti dell'Inghilterra che lei aveva ereditato dal padre. Ha creato quella che è la via di mezzo della religione anglicana, dopo gli eccessi intolleranti del fratellastro Edoardo VI (protestante) e della sorellastra Maria 'la Sanguinaria' (cattolica). E durante il suo regno si è avuta una fioritura eccezionale in campo artistico e culturale – Shakespeare a teatro, Thomas Tallis nella musica, Longleat e Hardwick Hall in campo architettonico, mentre Francis Drake e Walter Raleigh aprirono l'Inghilterra al mondo delle esplorazioni e dell'espansione territoriale.
Elisabetta ha dovuto superare ostacoli quasi insormontabili durante la vita, una vita partita malissimo con la decapitazione della madre, Anna Bolena, quando Elisabetta non aveva ancora compiuto tre anni. E a mandare al patibolo la mamma, era stato il papà, Enrico VIII. Per lei il detto 'parenti, serpenti' purtroppo era fin troppo vero, e durante il regno della sorellastra Maria, fu imprigionata nella Torre di Londra per due mesi, rischiando di finire sul patibolo come sua madre – erano molti i consiglieri di Maria che fecero pressione affinché la condannasse a morte. Fu poi tenuta agli 'arresti domiciliari' a Woodstock per quasi un anno, con l'accusa di complottare contro la sorellastra-regina. Non parliamo poi delle malattie, soprattutto il vaiolo, che nel 1562 le lasciò la pelle piena di cicatrici e la rese quasi calva. Per il resto della vita indossò parrucche e si truccò con cosmetici a base di piombo per avere l'incarnato bianco.
Chi la conobbe la descrisse come una donna estremamente erudita, molto intelligente, che parlava fluentemente sei lingue. All'inizio fu educata soprattutto ad essere una buona cristiana, ma dal 1555 le cose cambiarono: divenne chiaro che la sorellastra Maria e il marito Filippo di Spagna non avrebbero avuto figli e che lei sarebbe diventata regina. Fu quindi educata da futura sovrana e divenne una grande oratrice. Fin dal momento della sua salita al trono nel novembre 1558, mostrò grande sicurezza e ai suoi consiglieri riuniti ad Hatfield House, il palazzo a nord-est di Londra in cui era cresciuta, disse chiaramente come intendeva governare.
Durante il suo primo viaggio a Londra da Hatfield come regina, si fermò spesso a salutare e a parlare con la folla che l'acclamava, mostrando di essere una maestra di public relations. In molti discorsi sostenne che l'unica cosa che le interessava veramente era l'amore del suo popolo. Ovviamente non piaceva a tutti, i protestanti radicali la consideravano troppo moderata in materia religiosa e la pressarono continuamente affinché riformasse la Chiesa d'Inghilterra. E dopo la scomunica papale del 1570 i cattolici si opposero al suo regno. Ma si può dire che la grande maggioranza della popolazione amasse questa regina che aveva rinunciato al matrimonio per dedicarsi al bene della nazione.
La realtà dei fatti era che Elisabetta scelse di non sposarsi perché, se avesse sposato un principe straniero, questi avrebbe coinvolto l'Inghilterra in giochi politici stranieri. D'altra parte, sposando un suo soggetto, la regina avrebbe dato il via a lotte tra fazioni rivali. Ma soprattutto non sarebbe più stata padrona assoluta della sua libertà nella vita privata e pubblica.
Elisabetta ebbe diverse proposte di matrimonio, e fu molto attratta da Robert Dudley, Conte di Leicester, che tenne sulle spine tutta la vita. La prima moglie di lui, morì nel 1560 cadendo dalle scale in circostanze misteriose, lasciandolo così libero di sposare la regina. Ma questo non avvenne mai, e quando dopo 18 anni di celibato lui si risposò, Elisabetta lo bandì da corte. Nel 1579, Elisabetta fu sul punto di sposare il Duca d'Alençon, 46 anni lei, 24 lui. I due si incontrarono di persona e divennero amici intimi, lui non era una gran bellezza e lei lo chiamava 'il mio ranocchio'. L'opposizione a questa unione era molto forte – lui era francese e cattolico - ma la regina non gradiva interferenze e l'autore di un pamphlet di protesta si vide mozzare la mano destra. Alla fine, nel 1581 Elisabetta decise di non sposare il duca e gli diede l'addio con una bellissima poesia:
I grieve and dare not show my discontent;
I love, and yet am forced to seem to hate;
I do, yet dare not say I ever meant;
I seem stark mute, but inwardly do prate.
I am, and not; I freeze and yet am burned,
Since from myself another self I turned.


My care is like my shadow in the sun --
Follows me flying, flies when I pursue it,
Stands, and lies by me, doth what I have done;
His too familiar care doth make me rue it.
No means I find to rid him from my breast,
Till by the end of things it be suppressed.


Some gentler passion slide into my mind,
For I am soft and made of melting snow;
Or be more cruel, Love, and so be kind.
Let me or float or sink, be high or low;
Or let me live with some more sweet content,
Or die, and so forget what love e'er meant.


Filippo II di Spagna fu un nemico per la regina inglese, ma in precedenza, quando questi era sposato con Maria, fu il fautore del riavvicinamento tra le due sorellastre. Filippo convinse Maria ad invitare a corte Elisabetta, dopo la sua prigionia a Woodstock, quando si pensava che Maria fosse incinta e quindi Elisabetta fosse politicamente irrilevante. Filippo cercò anche, senza successo, di far sposare Elisabetta con il cattolico Emanuele Filiberto, duca di Savoia.
Durante il suo lungo regno, la Regina Vergine dovette affrontare spesso la minaccia di un'invasione da parte di Francia e Spagna. Nel 1570 il Papa autorizzò i cattolici inglesi a ribellarsi alla loro sovrana, e ci furono molti complotti per assassinarla.
Uno di questi complotti vide coinvolta la cugina Maria Stuarda, regina come lei, che era fuggita dalla Scozia dopo l'uccisione del secondo marito e il matrimonio con l'uomo sospettato di averlo fatto assassinare. Maria Stuarda venne imprigionata per 19 anni, e quando nel 1586 fu scoperto l'ennesimo complotto, Elisabetta non riuscì più ad opporsi all'inevitabile. Su insistenza del Parlamento e dei suoi consiglieri, fu costretta a mandare a giudizio la cugina, che fu condannata a morte per decapitazione nel 1587. Oggi anche Maria Stuarda riposa a Westminster, non lontano dalla tomba di Elisabetta.
La Spagna di Filippo II non era più un'alleata come durante il regno di Maria, e nel 1588 cercò di invadere l'Inghilterra con una flotta di circa 130 navi. 'L'Invincibile Armata' fu sconfitta dalla tattica militare inglese che impiegò navi incendiarie e cannoni migliori, e dal famigerato clima britannico che mandò alla deriva parecchi galeoni spagnoli.
Gli ultimi giorni di vita di Elisabetta furono molto tristi. Una sua dama di compagnia, la Contessa di Nottingham, era morta nel febbraio del 1603, e questo indusse nella sovrana una malinconia che pesò ancor più sulla sua fine patetica. Rifiutò fino all'ultimo di mettersi a letto, scegliendo invece di rimanere seduta per ore sorretta da cuscini, e rifiutò sempre l'intervento dei medici di corte. Questa fu probabilmente la scelta migliore, viste le conoscenze mediche del tempo – la cura per tutti i mali era spesso l'applicazione di sanguisughe per 'purificare' il sangue. Si presero precauzioni a difesa della Torre di Londra e per il mantenimento dell'ordine pubblico, perché la sovrana non aveva eredi, non aveva nominato ufficialmente il suo successore e c'era il reale timore di una guerra civile. Elisabetta si era sempre rifiutata di nominare il suo successore mentre era in vita, perché sapeva bene che una volta scelto, questi sarebbe diventato il fulcro di tutta una serie di complotti e l'avrebbe messa in serio pericolo.
Nel marzo 1603 Elisabetta aveva ormai 69 anni, una venerabile età per l'epoca, era una donna malata e probabilmente sola. Solo sul letto di morte nel Palazzo di Richmond, acconsentì a riconoscere come successore il figlio della rivale Maria Stuarda, Giacomo VI di Scozia.
Elisabetta è stata impersonata da grandi attrici in vari film, da Helen Mirren a Cate Blanchett, da Judi Dench a Glenda Jackson. È una donna che nel bene e nel male continua ad affascinare intere generazioni.



 

This product has been added to your cart

CHECKOUT